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Allievo del leggendario burattinaio taiwanese Li Tianlu, Jean-Luc Penso, si è fatto da molto tempo promotore in Francia dell’arte taiwanese dei burattini a guanto.
        L’artista francese ricorda che il suo primo incontro con Li Tianlu fu quasi imbarazzante. Quando l’allora ventenne Penso arrivò a Taiwan nel 1970, incontrò Li per la prima volta in un negozio di antiquariato vicino al tempio Longshan a Taipei. Senza riconoscerlo, Penso, «in maniera sfacciata e probabilmente sgarbata», avviò con lui una conversazione, chiedendogli se sapesse qualcosa del teatro dei burattini. A sorpresa e senza nessun apparente risentimento, lo sconosciuto improvvisò uno spettacolo, facendo sfoggio della sua padronanza tecnica e artistica. Fu solo allora che Penso si rese conto che quello di fronte a lui era proprio quel Li Tianlu che da tempo sperava di incontrare. Penso aveva infatti deciso di venire a Taiwan proprio per apprendere l’arte dei burattini da Li dopo averlo visto da studente in un documentario alla tv francese.
         Li Tianlu l’accettò subito e a titolo del tutto gratuito come suo allievo, chiedendogli però di garantirgli che avrebbe completato il periodo di apprendistato, non gli avrebbe mai disobbedito e che avrebbe fatto del suo meglio per far conoscere quell’arte a quante più persone possibile. Durante i successivi cinque anni Penso si esercitò duramente. Poiché era mancino, imparare a muovere i burattini con la mano destra – un punto su cui Li non ammetteva compromessi – si dimostrò l’aspetto più impegnativo del suo apprendistato.
         «Mi allenavo ogni mattina. Quando il maestro si esibiva nel pomeriggio, lo seguivo nei vari templi. Assistevo prima al suo spettacolo, poi lui mi chiamava e diceva al pubblico che a quel punto si sarebbe esibito uno straniero... E tutti si precipitavano dietro le quinte del teatrino, perché erano più interessati al mio naso che allo spettacolo che facevo».
          Penso voleva seguire le orme di Li, però il suo maestro non la vedeva allo stesso modo. Dopo il suo ritorno in Francia Penso continuò a eseguire solo spettacoli basati su classici cinesi come Il viaggio in occidente e La storia del serpente bianco. Però una volta Li, accettato l’invito di Penso di esibirsi in Francia, chiarì che si aspettava qualcosa di diverso dal suo allievo.
         «Eravamo al Musée de l’Armée a Parigi e abbiamo visitato la stanza con le armi e le armature del Medioevo. All’improvviso il maestro mi disse arrabbiato: “Rappresenti solo le storie che hai imparato a Taiwan, ma sono sicuro che anche in Francia ci sono molte altre storie diverse che puoi raccontare”. Voleva che fossi creativo. Così ho combinato storie e suggestioni culturali da tutto il mondo con le tradizionali tecniche dei burattini taiwanesi, portando finora i miei spettacoli in più di 80 paesi».
【題組】71 Penso inizialmente venne a Taiwan per…
(A) imparare la lingua cinese.
(B) visitare i templi più spettacolari.
(C) fare turismo.
(D) apprendere l’arte dei burattini.

參考答案

答案:D
難度:計算中-1
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